ott 03 2007

Hole in my life

jay @ 9:46

THE POLICE

Ieri sera il concerto sognato per decenni. Da quando ancora tredicenne nei oramai lontani anni ’80 ascoltavo di nascosto i vinili del fratello di un mio compagno di scuola di un trio biondo e musicalmente azzardato. Erano loro: Andy Summers, Gordon Sumner e Steward Copeland, alchimisti inconsapevoli di una formula musicale che avrebbe decretato il loro mito. Le loro incursioni ritmiche sincopate, nel reagge come nel post-punk. Una voce unica accompagnata da un sound dove la parte solitamente in sordina viene esaltata, quella ritmica del basso e della batteria sapientemente eseguita dal biondo spilungone non a caso soprannominato “the rhythmatist”. Erano anni che aspettavo questo concerto, insieme a mio fratello più piccolo ma non per questo meno appassionato. Nel corso di questi anni, dove all’inizio poco più che bambini, ho avuto la responsabilità di possedere tutti i vinili ed i cd del gruppo, ascoltati e sezionati fino alla nausea. E’ il sound dei miei ricordi, e ieri sera erano lì, davanti ai nostri occhi. In un range di età che va dai 56 anni di Sting e Copeland ai (portati benissimo) 64 anni dell’eroico Andy Summers. Sting ha il merito di aver sempre portato con se nei suoi tour i cavalli di battaglia di questo mitico gruppo. Ed è merito suo se ieri sera, l’incanto di una re-union, migliore di questi anni, ha saputo regalare magie ed emozioni. Rigorosamente suonate in tre, senza alcun altro aiuto. Il suono di marca Fender sia nel basso che nella chitarra, dotato di esperienza maturata in tutti questi anni di silenzio.

Si parte con “Message in a Bottle”, ed è boato dello stadio, che canta a squarciagola. Si passa poi per la complessa architettura di “Syncronicity II”, ed è subito “Walking on the moon”. L’emozione ha oramai pervaso i trenta/quarantenni. “Voices inside my Head” medley con “When the word is running down” continunano l’alchimia. L’emozione diventa incredula, il trio sembra non essersi mai sciolto. Mitica “Driven to tears”, magistralmente arrangiata senza snaturarne il gusto “police”. Si torna a cantare in coro su “Don’t stand so close to me”, seguita dalle sincopi di “Hole in my life”. “Truth hits every body” introduce “Every little thing she does is magic” (sempre suonata in tre senza alcun intervento di synth o cori). Il capolavoro ritmico e di percussioni di Copeland si ottiene in “Wrapped around your finger”, in seguito “De do do do, De da da da” canzonetta da hit parade che porta la temperatura del pubblico alle stelle. Si passa per “Invisible sun” da “Ghost in the machine”, difficilissima da suonare con soli tre elementi, ma il tentativo riesce. Del resto è vero che sono tre, ma suonano come una grande orchestra. Copeland si ripete in “Walking on your footsteps”. Quindi viene l’ora nel classico live medley di “Can’t stand losing you” con “Reggatta the blanc”, un giochetto che il trio amava fare in tutte le loro vecchie esecuzioni dal vivo. Arriva l’ora di “Roxanne”, l’emozione strozza la voce, del resto è veramente difficile reggere i toni del cinquanteseienne di Newcastle. Poi “King of pain”, “So lonely” conclusa classicamente con “Every breath you take”. Nel bis il trio giunge al culmine, in barba all’età anagrafica e si esibisce in una incredibile edizione live di “Next to you”, loro saltano e suonano come dei forsennati, sembra quasi che il tempo sia stato congelato e si siano ritrovati ad un tratto nel dire: “dove eravamo rimasti?”.

Chi non ha vissuto direttamente la loro antologia si sarà chiesto: “ma forse sono stati fin troppo ‘police’ ?”.  “E’ normale!”, rispondo io, “la metà del pubblico di questa sera è qui perchè voleva vedere loro, con quello stesso stile inconfondibile che ha caratterizzato una parte importantissima delle loro vite; se non fosse stato così la delusione avrebbe prevalso!”. Il trio ha quel sapore di inconsapevolezza, quella maniera di suonare perchè trascinati da un ritmo ed una voglia di comunicare. Non è stato dell’arte, assolutamente non vuole esserlo. E’ semplicemente una voglia irresistibile di liberare la mente e lasciarsi prendere dai tratti essenziali della musica, quella del ritmo, dove la chitarra accompagna il piatto forte del basso e della batteria, con giusto qualche abbozzo di melodia, nulla di più. La massa ha forse adorato “Every little thing she does is magic” o “Every breath you take”. Ma chi questo gruppo lo ha adorato, ha sicuramente provato piacere nel sentire pezzi come “Message in a bottle” o “Walking on the moon”. Sono QUESTI i Police, e ieri sera sono riapparsi al Delle Alpi.

Grazie Police, ero troppo piccolo per poter vedere un vostro concerto quando eravate in voga. “There was a hole in my life”, grazie ragazzi per averlo colmato.


set 20 2007

Do you ZunePhone?

jay @ 21:15


mag 23 2007

Dedicato a Vieira

jay @ 23:01

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mag 06 2007

Oh nine, eff nine

jay @ 22:13

Sono bastate poche ore per mandare in tilt il sistema di social networking Digg a causa un piccolo insieme di cifre esadecimali. Oh nine, eff nine, sono le prime cifre esadecimali della chiave universale per la decodifica (e quindi anche copia) dei recenti HD-DVD e Blue Ray. Cifre dalle quali un simpatico compositore ha ben deciso di scrivere una canzoncina simpatica e di postarla sul tubo, il testo contiene tutte le cifre in esadecimale della famigerata chiave. Musica !!


apr 30 2007

Lettera di un supereroe

jay @ 10:51

Rino Gattuso. Un essere mitologico. Un umile lavoratore. Uno dei miei idoli, a prescindere dai colori che indossa. In una lettera sincera, effettua un appello ai tifosi rossoneri.

Mercoledì sera il Milan giocherà un’altra sfida decisiva. Da quando indosso la maglia di questo grande club ho giocato tante di quelle partite ad alta tensione che ormai non le ricordo più tutte. Contro il Manchester di Cristiano Ronaldo, di Rooney e di Giggs noi rossoneri cercheremo di tenere alto l’onore del calcio italiano ma anche di rendere ancora più prestigiosa la nostra storia perché quattro semifinali nelle ultime cinque edizioni della Champions League non le ha giocate nessuno. E se riusciremo a rimediare alla sconfitta della scorsa settimana all’Old Trafford, avremo anche la possibilità di giocarci la terza finale. Tenuto conto di tutti i problemi che ci sono capitati addosso in questa annata disgraziata, possiamo ben dire che è quasi un miracolo essere arrivati fin qui. Il Milan è stato costretto a partire dai preliminari della Coppa campioni, a cambiare di colpo la preparazione, a richiamare dalle ferie noi campioni del mondo. Abbiamo pagato per colpe che non riteniamo di avere commesso, secondo me siamo stati vittime di un’ingiustizia. Come se non bastasse abbiamo dovuto fare i conti con tanti infortuni (Nesta, Kaladze, Kaká, Inzaghi, io stesso) ma, nonostante tutto, nessuno è ancora riuscito ad affondarci. Ora abbiamo la possibilità di mettere a segno un’altra impresa ma per eliminare uno squadrone come il Manchester avremo bisogno di qualcosa di speciale: l’aiuto dei nostri tifosi.

Noi ci metteremo orgoglio, passione ed esperienza. Però stavolta il nostro pubblico, che è sempre stato molto appassionato, dovrà superarsi. Voglio un’atmosfera come all’Old Trafford martedì scorso, calda e corretta. Il Manchester era in difficoltà e nella ripresa è stato tutto lo stadio a prenderlo per mano e a trascinarlo alla vittoria. Ecco, anche a nome dei miei compagni, chiedo che San Siro mercoledì ci dia la spinta e ci faccia volare verso la finale di Atene. Dateci una mano, tifosi rossoneri, sosteneteci anche in quei momenti di difficoltà che, contro grandi campioni come quelli di Alex Ferguson, non mancheranno. Vinciamo assieme questo nuovo assalto alla storia, andiamo assieme ad Atene. Se poi, nonostante la nostra voglia di stupire, il Manchester si dimostrerà più forte di noi, accetteremo con sportività il verdetto. In fondo qualcosa d’importante l’abbiamo già vinto. Ricordate infatti quel comunicato con cui l’Uefa, a inizio stagione, disse che avrebbe tenuto d’occhio le nostre partite e i nostri comportamenti? Io, come tutto lo spogliatoio, ci rimasi male. Ora però il più bel riconoscimento ai nostri sforzi e alla nostra correttezza è arrivato proprio dall’Uefa, da Michel Platini in persona. Ha detto che la partita dell’Old Trafford tra noi e il Manchester è stato il più bello spot per il calcio. Ci siamo presi una rivincita morale e a questo punto ci piacerebbe girare un nuovo spot, stavolta a parti invertite: a San Siro e con una nostra vittoria. E se voi, amici tifosi, ci darete la carica per novanta minuti, forse ce la faremo.

Vai Ringhio !!! Comunque vada, saremo fieri di te.


apr 22 2007

Se l’iPod fosse di Microsoft

jay @ 10:22

Un interessante filmato prova ad evidenziare la differenza di stile comunicativo esistente tra Microsoft e l’azienda di Cupertino. Per chi come me è affascinato dai diversi stili di comunicazione, specialmente pubblicitaria è un succulento contributo, spunto di riflessione.


mar 21 2007

Vodafone, se ci provi ancora ti stronco

jay @ 2:11

Cara Vodafone,

se provi un’altra sola volta ad attivarmi un servizio X senza chiedermelo, anche se fosse gratis, anche se questo famigerato servizio irrinunciabile mi rendesse ricco o felice o spensierato, o se presumibilmente la fruizione del servizio mi rendesse più intelligente, o magari fortunato al gioco, anche se facesse in modo che la mia squadra del cuore conquisti la coppa intercontinentale per cinque anni di fila, o che la sola attivazione del servizio includesse un appuntamento galante con Catherine Zeta Jones ….

… insomma … NON CI PROVARE MAI PIU’

Figuriamoci se il servizio che mi attivi, senza chiedermi nulla costa 29 centesimi al minuto !!!

Per chi non lo sapesse basta leggere qui —> http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1931329&r=P

Questa roba è IL-LE-GA-LE !!!

E se questi lestofanti continueranno in questa maniera, cambierò compagnia, cambierò stile di vita, farò tutto quello che è possibile.

Non posso permettere che questi mariuoli continuino ad operare con questi trucchetti. CHE FALLISCANO !!!

Intanto eccovi le istruzioni dettagliate per disattivare questa ladrata via web. Continua”Vodafone, se ci provi ancora ti stronco”


mar 20 2007

Adobe figlia di Apollo

jay @ 1:28

Apollo

Finalmente in public Alpha, finalmente possiamo vedere di cosa si tratta. Parliamo di Apollo, un nuovo prodotto di Adobe. Il web senza il browser, un kit di sviluppo, un ambiente nuovo e rivoluzionario.

Ma non confondetelo con Flash. Apollo è molto di più. Apollo è HTML, AJAX, XML, Javascript ed ovviamente (perchè no?) Flash in edizione As 3.0.

Apollo genera applicazioni che girano sul desktop, si installano dal web, supportano il drag and drop da altre applicazioni standard, accedono al file system (in tutta sicurezza) e tanto altro.

Si tratta pure sempre della public Alpha, ma quello che è possibile fare apre scenari davvero interessanti.

Per saperne di più: http://www.adobe.com/go/apollo/


mar 01 2007

Ma Padoa Schioppa sa far di conto?

jay @ 13:39

Mi sorge un dubbio amletico: ma il nostro ministro dell’Economia, sa fare i conti? … Non è la prima volta che comunica di aver sbagliato le previsioni. vedi link

A questo punto vorrei tanto poter fare un indagine sulla vadilità dei suoi studi di economia ….


feb 24 2007

senza parole

jay @ 1:01

prodiberlusconiwwwitalimw5.jpg


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