dic 20 2006
L’eredità di goldrake
Trenta anni fa, ce l’avevano con Goldrake, poi passarano a Wolfeinestein 3d. Ora la demonizzazione è sui videogames. La classe politica italiana, dice sempre le stesse cose. Vietare i videogames, vietare i cartoni giapponesi, mentre è possibile guardare domenica in libertà divenendo spettatori di veline vestite di nulla, violenze verbali e linguaggio scurrile, emule di moira orfei vestite da tendoni da circo, rotocalchi con mammelle in copertina, scene violente di film e fiction in prima serata.
Ma a tutto questo quale rimedio migliore se non la censura sui videogames? …. Proprio quel media che può essere controllato dal genitore: basta non avere videogames di un certo tipo in casa ed il gioco è fatto. Le varie console tra l’altro dispongono di sistema di “parental control”.
Dall’altra parte, invece, nessuno esenta l’ipotetico figlio di un falso moralista (come il Ministro Fioroni giusto per avere un idea), da sorbirsi la pubblicità di un profumo dove una donna si spoglia passeggiando, o quella dove un cinese signore risulta attratto da una avvenente signorina, per poi incontrarsi in un salone e capire che il signore è figlio di venere, mentre la signorina ha le spalle di marte.
Su quello non c’è censura, non c’è controllo, non c’è moralismo che tenga.
Il bambino cresce bene bevendo Campari, e sa che di tanto in tanto può indossare l’abbigliamento della mamma, andare ad una festa ed incontrare una bellissima principessa orientale in smoking e baffi alla Clark Gable la quale gli verserà l’aperitivo sul decoltèe lasciato aperto dal wonderbra.
Ma se vede goldrake, crescerà con la “barba spaziata”, irradierà raggi cosmici durante la ricreazione, e tenterà di agganciarsi all’astronave buttandosi dal balcone gridando: “GOLDRAKE !!! AVANTI !!!”.
