— jay @ 22:45
Mi chiedo quale sia l’obiettivo. Il movente forse mi è chiaro, sebbene decisamente opinabile, di natura sicuramente xenofoba, più o meno a ragione. Ma l’obiettivo di tanta idiozia manifestata dal (orrore) ministro Calderoli, il quale facendo sfoggio delle sue limitate capacità mentali ha fatto il suo show televisivo (sul primo canale del servizio pubblico) di una maglietta indossata sotto la giacca e cravatta (orribilmente verde marcio). Sulla maglietta non vi era una stampa qualsiasi, ma una riproduzione fedele (per qualcuno infedele) di una delle controverse vignette satiriche ritraenti con tanto di sfottò il profeta Maometto, tanto caro ai religiosi di fede musulmana.
Continua”Obiettivo infermità mentale”
— jay @ 13:17
Non ho mai creduto nei sondaggi, non ho mai dato loro alcuna importanza. Forse perchè durante gli anni della scuola superiore ho avuto delle infarinature di scienza statistica. Ebbene chiunque si sia imbattuto nello studio di questa materia sarà a conoscenza che la statistica come scienza ha senso là dove viene specificato un margine di errore e tutta una serie di altre variabili che solitamente non vengono comunicate nei comuni “sondaggi di opinione”.
Senza questi valori una qualsiasi indagine statistica è solo una misera raccolta di numeri *a caso* !!
A questo si aggiunge che il calcolo statistico può essere fortemente influenzato da parametri derivanti dalla semantica della frase, dalle inflessioni dell’intervistatore, dalla bontà del campione, dalla distribuzione, dal tipo di campionamento, dalla conoscenza dell’argomento su cui si sta svolgendo l’indagine, dalla comprensione della domanda stessa, dallo stress della voce dell’intervistatore, dalla predisposizione nel collaborare dell’intervistato, dalla sincerità dello stesso … e potremmo continuare all’infinito.
Da cui deduco arbitrariamente che la validità di un qualunque sondaggio di opinione è equivalente a quella relativa all’interpretazione onirica delle macchie di caffè sul fondo delle tazzine.
Un esempio autoesplicante è la famosa poesia di Trilussa “la statistica” (in dialetto romano).
Se poi chiediamo ai marziani la loro opinione su questioni del pianeta terra … rischiamo di essere immediatamente invasi da alieni scatenando una guerra preventiva nei nostri confronti in quanto possessori di armi di distruzione di massa !!
— jay @ 10:16
E’ oramai tradizione (ma quanti lo fanno veramente?) che nel periodo di Pasqua nelle case degli italiani (o forse del mondo?) vengano effettuate delle intense attività di pulizia, rinnovo, revisione di quel che serve o meno alla abitabilità dei propri appartamenti. Concetto questo che viene esteso anche alle auto (sono secoli che non la laviamo eh?), nei garages (per chi ne possiede uno) e persino negli harddisk di sistema dei proprii Personal Computers.
E’ ovvio, non è necessario possedere una laurea per capire che le pulizie vadano fatte con cadenza regolare durante tutto l’arco dell’anno, ma pensiamo ad una situazione catastrofica nella quale per periodi piuttosto lunghi abbiamo litigato con lo straccetto della polvere, fatto a cazzotti con l’aspirapolvere, e con il nostro mocio a stento ci salutiamo.
Bene, questa è più o meno la situazione tra la classe politica *tutta* ed il proprio elettorato.
L’unico rimedio in questa circostanza è ricorrere nelle proverbiali, banali, antipatiche pulizie di Pasqua.
E fa un certo effetto pensare che la data di elezione, 9 aprile 2006 ricorre la Domenica delle Palme, esattamente il periodo migliore per attuare delle pulizie di pasqua anche in parlamento.
Meditiamo tutti in coro.
format “palazzo_chigi”:/ /Q /U
setup.exe
o meglio ancora
sudo sh /mnt/dvd/install.sh